Castelfiorentino e Montespertoli, arriva l’Infermiere di Famiglia

Arriva l’infermiere di famiglia. Una nuova figura professionale che si prenderà cura del paziente a domicilio attraverso un approccio innovativo, globale, in stretto contatto con il medico di famiglia e in grado di interagire autonomamente - se necessario – con altre figure professionali che sono presenti in ambito socio-sanitario, quali ad esempio l’assistente sociale, lo specialista, il professionista della riabilitazione.


Un progetto sperimentale promosso dalla Regione Toscana che nell’Empolese Valdelsa avrà come protagonisti i Comuni di Castelfiorentino e Montespertoli, i quali faranno da apripista insieme ad altre Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT, come Lastra a Signa e Signa, Agliana e Montale, Poggio a Caiano e Carmignano, Lamporecchio) di un modello all’avanguardia sul versante dell’assistenza domiciliare.


Alcuni giorni fa si è tenuto il primo incontro operativo tra i referenti del progetto (dott. Piero Piazzini, coordinatore AFT Castelfiorentino e Montespertoli, dott.ssa Loriana Meini, direttore assistenza infermieristica area territoriale Empoli) e gli Assessori alle politiche sociali dei due Comuni, Alessandro Tafi e Giulia Pippucci. Come è stato ricordato dai presenti, a settembre-ottobre è in programma una prima fase di tipo propedeutico-formativo: subito dopo partirà il progetto vero e proprio, che sarà quindi operativo entro gli ultimi mesi dell’anno.


L’infermiere di famiglia rappresenta in pratica un’evoluzione della figura dell’assistente domiciliare, con un ampliamento significativo delle sue competenze: mentre infatti l’assistente domiciliare si limita attualmente a svolgere un servizio “a chiamata”, circoscritto magari alla singola prestazione, l’infermiere di famiglia sarà un soggetto più attivo, in grado di assumere l’iniziativa (sempre mantenendo uno stretto legame con il Medico di Famiglia) e di prendersi carico del paziente mediante un approccio globale e multidisciplinare, che tenga in debito conto anche del contesto familiare in cui vive.


L'obiettivo è garantire un piano assistenziale personalizzato per le persone più fragili (anziani, malati cronici, ecc…), portando sempre di più la risposta sanitaria al domicilio del paziente. A tal fine, l’infermiere di famiglia diventerà un prezioso punto di riferimento per mettere in contatto il paziente con una rete di figure professionali in grado eventualmente di intervenire per rispondere alla sue specifiche esigenze, sarà reperibile entro determinati orari attraverso un numero di cellulare aziendale e svolgerà un ruolo di facilitatore per accedere ai servizi socio-sanitari territoriali.


“Siamo ben lieti - sottolineano Alessandro Tafi e Giulia Pippucci, assessori alle Politiche sociali di Castelfiorentino e Montespertoli - di sperimentare per primi nella nostra area questo progetto, che può contare nel nostro territorio su una cultura dell’assistenza domiciliare profondamente radicata e anche su figure professionali qualificate, come il dott. Piero Piazzini che ne coordinerà tutte le fasi di realizzazione. Avvicinare la sanità pubblica alle persone più deboli, andare incontro ai loro bisogni potenziando e qualificando ulteriormente l’assistenza dei pazienti a domicilio, è l’obiettivo primario di questo progetto, che valorizza il lavoro di squadra e le relazioni tra le diverse figure professionali. Per noi - concludono Tafi e Pippucci - è naturalmente motivo di orgoglio poter condividere per primi questa sperimentazione, durante la quale avremo modo di poterla perfezionare e renderla sempre di più adatta alle reali esigenze delle famiglie”.