Kitty e Lionella raccontano l’Olocausto ai ragazzi della “Fucini”

In occasione della Giornata della Memoria, ieri e oggi, gli studenti di terza della scuola media "Fucini" di Montespertoli hanno incontrato Kitty Brown Falaschi e Lionella Neppi Modona Viterbo, due donne ebree vittime delle persecuzioni naziste in Italia negli anni 40.

 


Due storie di vita diverse, quelle raccontate ai giovani studenti montespertolesi, ma accomunate dal fatto di aver dovuto fare i conti con le violenze e i soprusi dei regimi totalitari al potere in quegli anni. Lionella, che fu anche la prima preside della “Fucini”, ha ricordato di come la loro vita cambiò quasi da un giorno all'altro, costretti alla fuga perenne alla ricerca di un nascondiglio che li salvasse dalla deportazione nei lager e dalla morte.


“Che in una civiltà come quella tedesca - ha detto ai ragazzi - un centro di cultura dove molti emigravano per proseguire gli studi, potesse arrivare al potere il nazismo pareva impossibile, non ci sembrava vera tutta quella cattiveria. Ma poi purtroppo la vivemmo sulla nostra pelle”.


Il messaggio indirizzato ai giovani della “Fucini” è chiaro: non perdere mai la memoria di ciò che è stato ma soprattutto di come si è giunti all'affermazione dei regimi totalitari. Non bisogna mai abbassare la guardia e ritenere che le società di oggi siano immuni a certi fenomeni, e mai sottovalutare gli episodi e i sentimenti di violenza che oggigiorno sono ispirati dall'ideologia fascista. Kitty Brown invece l'esperienza dei campi di concentramento l'ha vissuta in prima persona: “Le tracce dei lager ti restano sempre dentro, è un trauma troppo profondo per pensare di poterlo superare e dimenticare”.


Fare testimonianza diventa, dunque, il principale vaccino contro i rigurgiti fascisti, ed è ciò che hanno fatto e continuano a fare Kitty e Lionella, incontrando i ragazzi delle scuole e rispondendo alle loro tantissime domande. Avevate dei sogni da bambine? Avevate paura? Queste alcune di quelle fatte stamani dagli alunni: “Niente sogni - ha risposto Lionella - A quel tempo c'era l'esigenza di salvarsi e di non morire di fame, la fame quella vera. Oggi per fortuna le giovani generazioni non conoscono il vero significato della fame”.


La paura, invece, c'era ed era grande, e si combatteva occupando la mente coi pensieri. Una paura che oggi si sta affievolendo, complice il passare del tempo e la graduale scomparsa di chi l'Olocausto lo ha vissuto e lo può ancora raccontare di persona. Ecco perché i ragazzi della “Fucini” dovranno fare ancor più tesoro dei ricordi di Kity e Lionella: fanno parte dell'ultima generazione che potrà avere un contatto diretto con i sopravvissuti.


Da qui l’esigenza di incrementare i momenti di incontro con i più giovani: per tramandare e rafforzare quei valori di civiltà che si sono affermati nel ‘900 grazie al sacrificio e alla sofferenza di tanti esseri umani. L’iniziativa sulla Memoria rientra, infatti, nel percorso di conoscenza delle feste e celebrazioni civili ideato e organizzato ogni anno dall'Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” e l’Amministrazione comunale di Montespertoli.



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