“Costruiamo ponti”: a Montespertoli si è tenuta la grande festa per celebrare l'indipendenza del Senegal

“A Montespertoli vivono cittadini di 90 nazionalità diverse e questo per noi rappresenta una grande ricchezza che vogliamo continuare a valorizzare. Perché noi guardiamo all'immigrazione non come un problema contro cui difenderci ma come un'opportunità per costruire una nuova comunità. Dobbiamo continuare a costruire ponti”.


Il sindaco di Montespertoli, Giulio Mangani, ha aperto con queste parole la sesta Festa dell'indipendenza senegalese che si è tenuta sabato 13 maggio presso il parco Sonnino di Montespertoli e che ha chiamato a raccolta i tantissimi senegalesi presenti in tutta la nostra regione. Dei quasi 400mila stranieri presenti in Toscana, infatti, 14mila sono provenienti dal Senegal e 3 mila vivono in provincia di Firenze. “Questa festa - ha proseguito il sindaco - è un'occasione per riflettere su ciò che siamo, una comunità che accoglie e che costruisce insieme anche ai nuovi arrivati il proprio futuro”.


Un evento molto sentito e partecipato che ha sancito ancora una volta l'importanza di valori come la fratellanza, l'accoglienza e l'integrazione in una fase storica, per l'Italia e l'Europa, sferzata da pericolosi venti nazionalisti e xenofobi. Tra i tanti ospiti istituzionali italiani e africani, erano presenti l'assessore regionale all'Immigrazione, Vittorio Bugli, il segretario generale dell'Ambasciata senegalese in Italia, Saloum Baro, il console onorario del Senegal a Livorno, Andrea Ermini, e il portavoce della comunità senegalese in Toscana, Pape Diaw.


“Montespertoli è un modello di accoglienza e di scambio culturale - ha affermato Saloum Baro - Invito l'associazione senegalese di questa città, guidata dal presidente Mohamed Niane, a continuare a lavorare al fianco del sindaco per rendere ancora più solida la nostra amicizia”. Abbattere i muri e costruire ponti: questo, dunque, il messaggio lanciato durante le celebrazioni da tutte le cariche istituzionali intervenute.


E un primo grande passo in questa direzione potrebbe essere rappresentato dall'approvazione della legge sullo ius soli, affossato dai tanti emendamenti della Lega Nord e bloccato in qualche cassetto del Parlamento italiano. Ne è convinto Pape Diaw che esorta le istituzioni italiane a farsi carico dell'approvazione della legge: “È una grande battaglia di civiltà, la sfida di oggi e dei prossimi anni. Perché le società del domani si costruiscono sulla multiculturalità. La legge deve essere approvata e se c'è la volontà si può fare. È arrivato il momento di andare oltre l'accoglienza. Chiediamo alla Regione Toscana di farsi sentire presso il governo nazionale per far sì che la legge venga approvata”.


Sfida raccolta dall'assessore regionale Bugli che ha promesso di “inserire all'Ordine del Giorno del Consiglio regionale la discussione sullo ius soli. E convocheremo anche i parlamentari toscani per chiedere un impegno in questa direzione”.


Inoltre, l'assessore regionale all'Immigrazione ha annunciato un importante appuntamento per il 27 maggio in Regione, quando si terrà un tavolo di lavoro sulle buone pratiche di accoglienza, insieme alle tante associazioni che se ne occupano: “Vogliamo confrontarci per migliorare l'accoglienza in tutta la regione e fare sistema. Una sorta di manifesto dell'accoglienza in Toscana da cui possano scaturire modelli da proporre al governo nazionale e all'Europa”.


Altro argomento di dibattito durante la giornata è stato quello riguardante il diritto al lavoro e lo sfruttamento nei confronti degli stranieri, fenomeno che, come è stato denunciato da alcune inchieste giornalistiche, sta prendendo sempre più piede anche in Toscana.


Su questo fronte, il Comune di Montespertoli è in prima fila insieme alla UILA (Unione italiana lavoratori agroalimentari): grazie alla collaborazione con il sindacato, infatti, è stato aperto a Montespertoli uno sportello di consulenza e sostegno per gli stranieri. "La convivenza ha le sue difficoltà - ha spiegato Triestina Maiolo, segretaria regionale UILA - e per questo è necessario fare sinergia affinché avvenga nel migliore dei modi. Perché questa è l'unica strada che possiamo percorrere: l'immigrazione è un fenomeno che non si può arrestare o impedire con la costruzione di muri, ma si deve governare. Anzi, bisogna considerarlo un valore aggiunto”.


Infine, Bugli lancia un'altra sfida in vista del prossimo anno: “Cominciamo a lavorare da oggi per fare tra un anno la festa senegalese regionale, magari sempre qui a Montespertoli”.




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